> LUCIA STEFANI
LA STRADA: RELAZIONE FRA COSE E PAROLE
Viaggiando, ciò che s’abbraccia con gli occhi risulta essere sempre il campo d’ogni direzione. Movendoci, tutto si muove con noi. E multipla ne è la nostra percezione, come molteplici possono essere le scelte di ciò che vogliamo vedere. Soltanto se una strada le attraversa, le cose acquistano un senso umano. Oltre che fisicamente, la strada unifica simbolicamente gli spazi a seconda dell’occhio di chi le traversa e delle sue emozioni. Come accade qui, in questo suggestivo polittico, a Lucia Stefani di farne felice esperienza, coniugando i molteplici frammenti d’un paesaggio vissuto e ricordato. Colpisce innanzi tutto questa sua gravità compositiva di certo sapore senese. Questo tornare a viaggiar con la mente, andando di luogo in luogo (di ricordo in ricordo) lungo una bianca strada che incide il corpo del paesaggio come i segni d’una solenne scrittura. Smilzi cipressi la costeggiano come neri punti interrogativi. La narrazione procede lenta e silenziosa, sbucando essa dal mistero di boschi lontani, lungo docili tornanti cullandosi, biforcando verso solitari casali, per arrestarsi infine dinnanzi ad un placido lago. Verdi bruciati, brune terre d’ombra e celesti d’un cielo senza nubi sono i colori che dicono l’essenziale di ciò che resta. Una meditazione sulle cose che passano e su un tempo d’attesa e riposo. Sperando che nulla possa turbare l’incanto che si dispiega in questo “là” del reale.

