ARTEMUGELLO > 2007 > Da qui a là... laggiù! Il Mugello

> GIULIA HUOBER

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I MOLTI LÀ DI FRONTE SI COMBINANO COME IN UN ARAZZO

Anche per Giulia Huober la percezione di un paesaggio, e ancor di più l’atto di trasformarlo in un processo rappresentativo, non può più scaturire da una statica attitudine contemplativa. Tanto meno da un prolungato esercizio di studio o d’osservazione “sur le motif”. Le sue visioni più felici nascono tutte, infatti, da un processo combinatorio di molteplici aspetti del reale. E forse, ad aggregarli, più che lo sguardo, ciò che interviene è un latente stato d’animo che vi si proietta. Quella che così ella inventa è una metrica assai variata di sedimentate suggestioni che trovano qui la strada più propizia per rivedere la luce. Il risultato più felice di queste “combinazioni” è un’emotiva percezione ritmica degli spazi, attraverso dominanti segnico – cromatiche che, ritmicamente, vivacizzano la visione, anche in virtù d’un repertorio tecnico assai efficace che spazia dal collage ad altri virtuosistici giochi materici. Sino a farsi veicolo di più intime emozioni.

Ora d’angosciosa sorpresa dinnanzi a una natura sconvolta (La galleria); ora d’instabilità, di sospensione e di volo con quelle case appollaiate come uccelli sui clinali (Monti); ora di spianati orizzonti che si rincorrono nel profilo di colli in fuga (Paesaggio). Mentre ovunque le linee dei piani e le masse dei colori, le abrase e pur vibranti tessiture segniche si sovrappongono, come i gradini di una scala che si arrampica verso un cielo che ci resta inquietamente invisibile.