ARTEMUGELLO > 2007 > Da qui a là... laggiù! Il Mugello

> SIMONE DE MASI

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NEL CONTRASTO FRA CAMPI AMICI E SELVAGGE RADURE

Ogni veduta di queste mugellane colline d’estate, anche quando la si studi dal “vero” frontalmente, quando la si contempli sino ad immergerci in essa estaticamente, può capitarci di provarne modalità percettive d’antitetica natura. Come accade in questo suggestivo “Le direzioni del vento” di Simone De Masi, dove lo spazio viene innanzi e fugge, in un medesimo istante, in un darsi e negarsi delle cose. Lo sguardo è come un pendolo che oscilli fra presenza e lontananza. Assistiamo ad una sorta d’immersione panica che sa dove posarsi.

Si è avvolti da queste messi rigogliose che ci vengono incontro, e si è come rifiutati da quelle selvagge radure laggiù, ostili a ogni umana presenza. Qui, investiti da un vortice di calda brezza questi campi di grano in primo piano, si direbbe di “toccarli”, in questa loro così plastica intuizione d’un colore che, tessuto filo a filo, quasi ci abbraccia incontro con le sue masse dorate. Mentre il sempre più oltre dei boscosi altipiani sullo sfondo, nei loro verdi cupi a macchia di leopardo, in fuga, ci scompare al di là d’un cielo vuoto. Ed è proprio in questo suo emergere e sprofondare che la visione trova il proprio dinamismo compositivo più convincente, anche per questo suo rivelarsi quale uno scampolo di natura in parte “umanizzata”, ma non ancora sconvolta. E, forse, proprio per ciò divenuta inafferrabile al nostro immaginario.