ARTEMUGELLO > 2007 > Da qui a là... laggiù! Il Mugello

> CARMELO CUTULI

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LA STRADA COME ATTESA DI CHI È SOLO

Ecco la stralunata figura d’una ragazza in cera, modellata convulsamente. Assembrando le rigide parti d’un corpo che, quasi da automa, ripete gli stessi gesti ogni giorno. Lì, seduta, come a disagio, sull’orlo d’una panchina “vera”, relitto e tangibile segno d’una città degradata. Con sulle ginocchia la borsetta che nasconde i trucchi delle sue misere seduzioni. Con sopra posate le mani, nervosamente in attesa. Con questa sua intristita nudità esposta all’altrui indifferenza.

Con accanto un fascio di girasoli che appassisce dimenticato. Con questo suo volto sfuggente che cerca solo di guardare altrove. Così prossima a noi, eppure da tutti estraniata. Così vicina quanto sconosciuta. Quasi la si direbbe come cieca dinnanzi a ciò che l’aspetta: mettere ancora una volta in gioco la propria vita, persino vendersi, o fuggir via senza sapere dove. Ad animare, a rendere struggente la drammatica plasticità d’una simile scultura, è quest’esasperato suo realismo simbolico.

Una città, una piazza, una panchina hanno trasmutato la loro effettiva natura, cessando d’essere i luoghi più amabili dell’incontrarsi. L’evidenza qui paralizza ogni dimostrazione: esse si sono, infatti, trasformate in un limbo d’angoscia in cui regna un’insostenibile solitudine. E dove il tempo umano, reso disumano, vi trascorre sciupandosi allo stesso modo con cui gualciscono i girasoli.