> ROBERTO CARUSO
PASSANDO CON LO SGUARDO DI COLLE IN COLLE
Lo sguardo qui accoglie e abbraccia il qui di fronte di un paesaggio che scorre rapidamente. Rapido viaggio degli occhi assetati di scoprire e comprendere: di fissare i successivi fotogrammi di un’immagine inarrestabile. Quasi vorrebbe toccarla, sovrapporla, condensarne i momenti successivi, riuscire ad interiorizzarla come un autentico frammento di verità del mondo che ci circonda. Il risultato che ne scaturisce è una felice oscillazione fra una realtà che scivola via e una più stabile astrazione che desidera affermare le sue stabili coordinate. È un processo pittorico nel quale un’emozione afferma il suo rapido purificarsi.
Ecco un ritaglio di paesaggio nel quale, netta, emerge la sagoma dei colli in primo piano, con una trama di tetti e di fusti d’alberi sullo sfondo; ma il tutto come riflesso in un ondoso mare d’erba. Consistenza del vero e labilità inafferrabile del suo specchio. Visione che ci diventa tanto più cara e umana per questa sua instabile stabilità. Lasciandoci nel dubbio che, se letta al contrario, l’intera sequenza non ci procuri, infatti, l’esatto effetto contrario.
Come se questo così certo, solare e quotidiano paesaggio potesse essere inghiottito, fagocitato inesorabilmente da un cielo senza nubi, da una terra senza alberi e pietre. Dove non sembra piovere più o splendere il sole, in una solitudine mentale che tutto uniformando semplifica e azzera.

