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> ELISA BAREGI

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LORO, GLI ALBERI:
QUELLE VIVE PRESENZE SILENZIOSE

È un bosco intricato quello che qui lo sguardo incontra sul suo cammino. Impossibile abbracciarlo nella sua più profonda vastità. Per farlo, ce ne manca l’esercizio o l’abitudine. Come un obiettivo fotografico, l’occhio allora non ne cattura che scorci o visioni istantanee. Ma che la mente poi seleziona accuratamente, accorda fra di loro e approfondisce. Restituendo, a questa loro evanescenza, la percezione quasi tattile d’un colore la cui superficie, ora rugosa o abrasa o luminescente, riverbera ogni più riposto dettaglio di materia rappresentata.

È vero: ogni fusto d’albero affonda nel duplice spazio della terra e del cielo, incontenibile alla nostra vista; sostiene e spinge verso l’alto la sua parola di vita, un’incessante e chiara invocazione di lode alla luce. Nei cerchi della sua crescita, ogni fusto d’albero registra la misura d’un tempo fatto preghiera. La pittrice non può che mettere a fuoco qualche segmento di questa fitta selva di misteriose presenze che le si para dinnanzi. Ora, quasi ad occhi chiusi, carezzandone la corteccia e cogliendo dentro di sé, piuttosto che dal vero più immediato, l’emozione dei suoi accesi cromatismi (Loro, gli alberi…); ora aspirandone ombre, odori e riverberi fra le foglie, vi sviscera gli effetti della sua esposizione a luce: i bruni verdi umidi del nord, o dalle cicatrici di vecchie potature che guardano a mezzogiorno. Topografia, scrittura e racconto d’una segreta vita vegetale.