Luca Mauceri, Studio per la realizzazione del logo “Artefice in Mugello” (Villa La Brocchi), 2007, cm 25x17, tecnica mista su carta
Artefice in mugello
6 artisti sul territorio
Chi lavora nel mondo dell’arte è abituato a sentirsi fare domande del tipo «come si riconosce un vero talento?» oppure «ma a cosa serve l’arte?». Rispondere non è facile, soprattutto se ci si riferisce al contemporaneo, ma forse una delle risposte più appropriate è quella di affermare che l’arte è una forma di esprimere il senso della vita di oggi: lo spaesamento, le cose che non vanno, le paure, ma anche le nuove possibilità...
L’arte è l’energia per lottare con intelligenza ed ironia contro i sempre più invadenti media che condizionano la nostra vita e che, oltre alla televisione, oggi sono rappresentati anche da internet e dai cellulari; l’arte ci da una scossa mentre siamo appiattiti sulle nostre attività di routine.
Una scossa che serve a raccontare una storia, a denunciare una ingiustizia o, semplicemente a regalare una risata e magari permettere di tirare il fiato prima di ricominciare le attività quotidiane. L’arte è un’essenziale componente della cultura. E poiché la “cultura” è un diritto di cittadinanza, è compito delle istituzioni garantire questo diritto a tutti indipendentemente dal sesso, dall’età e dalla provenienza.
Nel 2000, con questo spirito, abbiamo inaugurato nel Mugello un percorso sull’arte contemporanea aderendo al progetto regionale “Porto Franco” e coordinando le diverse iniziative del territorio legate all’arte contemporanea e all’intercultura, seguendo gli indirizzi regionali che indicavano in tre assi l’idea di crescita di questi settori della cultura toscana.
Successivamente, lo sviluppo del processo ha visto il consolidamento e il rafforzamento della rete dei centri interculturali attraverso coordinamenti territoriali di area gestiti da Comuni o Comunità Montane capofila e sulla base di programmi integrati di attività.
Con questo passaggio, l’architettura istituzionale del progetto ha trovato la sua forma attuale: in ogni Provincia, i tavoli di coordinamento provinciali – dei quali fanno parte i centri interculturali e le istituzioni nel cui territorio si svolgono le loro attività – hanno cominciato a sviluppare funzioni di programmazione, perseguendo l’obiettivo di rendere stabili, quotidiane e trasversali le pratiche interculturali. È in questo contesto che anche nel Mugello, dopo anni di generico avvicinamento alle specificità del “fare arte contemporanea”, abbiamo proceduto alla reimpostazione delle iniziative, con l’obiettivo di creare un naturale retroterra per i linguaggi dell’arte contemporanea in una concezione della cultura come campo dinamico in continua trasformazione.
Insostituibile in questo percorso è il rapporto instaurato nel 2001 tra i comuni di San Piero a Sieve e Barberino di Mugello con l’Accademia di Belle Arti di Firenze, relazione che ha dato origine ad un progetto che di anno in anno è cresciuto fino a caratterizzare in maniera profonda il rapporto tra arte e territorio.
In tal senso il progetto attuato nel 2007 rappresenta una tappa di grande interesse soprattutto per due importanti motivi: il coinvolgimento di ben sei comuni del Mugello e l’integrazione con il territorio.
In questo progetto infatti, insieme ai sei artisti individuati e coordinati dal prof. Adriano Bimbi, sono state scelti sei diversi luoghi che, oltre a ispirare gli artisti per produrre e/o mettere in mostra le loro opere, hanno consentito ai visitatori delle mostre di percorrere il territorio e di poterne apprezzare la bellezza e le opportunità. Sono convinto di poter affermare che il progetto Artefice in Mugello possa crescere sempre più e far emergere, ancora una volta, le capacità che hanno fatto del Mugello un territorio di eccellenza.
In conclusione, vorrei sottolineare che la scelta della contemporaneità – rielaborando continuamente le esperienze del passato sul piano della ricerca, della conoscenza e della produzione culturale – sta orientando, con minori incertezze, la politica culturale del Mugello.
Alessandro Marchi
Assessore alla Cultura della Comunità Montana Mugello
Il Villaggio La Brocchi ha ospitato, il 15 luglio 2007, la presentazione dell’iniziativa d’arte contemporanea dal titolo Artefice in Mugello, promossa da sei Comuni del Mugello affiancati dalla Comunità Montana e dall’Accademia di Belle Arti di Firenze...
Protagonisti dell’evento sei giovani artisti coordinati dal professor Adriano Bimbi. L’Associazione Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo ha avuto il piacere di ospitare e contribuire alla realizzazione di questa presentazione.
Significativo il luogo scelto per inaugurare l’iniziativa. Il Villaggio La Brocchi, situato nel cuore del Mugello, di proprietà dell’Istituto degli Innocenti di Firenze e frutto di un progetto di rigenerazione organizzato con la sinergia dell’Istituto stesso, della Comunità Montana Mugello, del Comune di Borgo San Lorenzo, del Comune di Firenze, della Prefettura di Firenze, della Provincia e della Regione Toscana, è destinato all’accoglienza temporanea di famiglie immigrate con minori e a varie attività volte a favorire e promuovere l’integrazione, l’intercultura, la conoscenza, l’incontro fra persone diverse. Il Villaggio, oltre agli spazi per l’accoglienza, offre ambienti per l’organizzazione di attività a carattere culturale, formativo e ricreativo; presto verrà inaugurato un ristorante multietnico.
Il Villaggio racchiude al suo interno una villa che nel 1100 era una rocca, un fortilizio, una torre di avvistamento. Dall’alto della villa si ammira tutta la vallata nella sua bellezza ed ecco che, da lassù, si ha l’immagine completa del nostro territorio. E quale posto migliore, se non questo, per “dare il via”, con lo “sguardo” di sei giovani artisti promettenti, alla contaminazione di espressioni pittoriche diverse, che si ispirano al Mugello e alla sua storia?
All’Associazione Progetto Accoglienza, sono stati donati dall’artista Luca Mauceri, gli studi rappresentanti Villa Brocchi, per la realizzazione del logo originale della manifestazione.
L’augurio, data l’esperienza positiva, è di poter ospitare nuovamente l’avvio delle iniziative dei prossimi anni e di poter estendere l’accoglienza anche a tutti gli artisti che si vorranno proporre.
Luigi Andreini
Presidente Associazione Progetto Accoglienza Onlus
Non da oggi rifletto sul fatto che l’Accademia di Belle Arti di Firenze non è solo quella sita in via Ricasoli 66: a quell’indirizzo corrisponde la sede materiale e storica, di illustri natali e di nobile tradizione, dove ordinariamente prosegue dal 1784 pressoché senza soluzione di continuità, salvo alcune variazioni o integrazioni disciplinari, l’attività didattica dei corsi e degli insegnamenti...
Ma l’Accademia vive anche un “altrove” (pure nel senso rilkiano di luogo d’ispirazione poetica), dove prende corpo la messa in opera del “fare come sapere” per via di quell’attività di ricerca e produzione – per altro finalità istitituzionali sancite dalla legge di riforma - incarnate in progetti mirati e specifici con cui si confronta e si misura lo studente che intende fare dell’arte una scelta di vita, e dove si concretizza quell’orientamento post-diploma che costituisce passaggio fondamentale per l’avvio all’attività professionale (sottraendo la formazione accademica all’idea astratta quanto romanticamente obsoleta dell’inessenzialità dell’arte).
Il professor Adriano Bimbi, titolare di una delle scuole di pittura, fa parte di quei docenti che accompagnano l’attività didattica “ordinaria” con percorsi volti all’individuazione dell’“altrove” dell’Accademia. Dal 2001, infatti, Adirano Bimbi ha elaborato un progetto artistico che ha per soggetto il Mugello, cioè la caratteristica regione montana ai confini ultimi della provincia di Firenze prima di scollinare in Romagna. Un progetto condiviso con le amministrazioni comunali di S. Piero a Sieve, Barberino e Vicchio, che si è costituito per così dire in progress, muovendo da un’idea originaria nata nelle aule della scuola di pittura dell’Accademia, fino a diventare, oggi, parte integrante dell’attività culturale della locale Comunità Montana.
Non si è trattato semplicemente di un’esercitazione estemporanea di restituzione figurativa di alcuni scorci più o meno noti e pittoreschi della realtà mugellana, per altro assai rinomata sotto il profilo turistico e socio-gastronomico, né di un’esperienza occasionale di pittura en plain air di revival neoimpressionista.
Il progetto, più ambizioso, del professor Bimbi e della sua scuola di pittura è stato piuttosto quello di fare del Mugello luogo di ispirazione creativa, in una sorta di continuità storica con i personaggi più illustri del territorio: Giotto, Beato Angelico e il più recente Dino Campana, penetrandone l’intimo senso naturalistico-antropologico, fino ad arrivare al punto in cui natura e cultura s’intrecciano a connotare il genius loci di quella terra. Un percorso: Il Mugello disegnato, Il Mugello dipinto, Gente e luoghi del Mugello, D’incanto fra i colli e i cieli del Mugello, Da qui a là… laggiù! Il Mugello, tappe diverse dell’itinerario e diversamente interpretate dalle opere dei giovani artisti, ma tutte volte a carpire l’humus, l’anima stessa di questo scorcio di Toscana, vissuto ed interiorizzato dagli allievi attraverso un’esperienza diretta di vita nel cantiere-laboratorio della ex-Tabaccaia di Cavallina.
E sulla scia del tragitto elaborato e delle esperienze maturate ecco l’evento Artefice in Mugello. Non un’esposizione collettiva sintesi del rapporto instaurato con il territorio mugellano, come negli anni precedenti, ma una serie di interventi creativi assolutamente personali e mirati, proposti da sei giovani artisti della scuola di pittura del prof. Bimbi, nati dall’individuazione di altrettanti siti, ciascuno luogo topologico significativo di un ambito territoriale: la Cappellina di Piazza Colonna a San Piero a Sieve, la ex-Tabaccaia di Cavallina a Barberino di Mugello, la Chiesa di San Cresci a Borgo San Lorenzo, il Palazzo dei Vicari a Scarperia, la Casa di Giotto a Vicchio, la Ghiacciaia di Montesenario a Vaglia. Gravidi di suggestioni storiche, ambientali, naturalistiche i luoghi hanno ispirato specifiche operazioni artistiche che, nell’ottica della contemporaneità, trasudano delle personali sensibilità e delle espressioni d’interiorità dei giovani artisti coinvolti, tanto da diventare per un momento soggetti di una nuova identità.
Anche questo è e vuol essere oggi l’Accademia. Una sfida cui partecipano attivamente docenti ed allievi.
Prof. Giuseppe Andreani
Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze
È grazie all’Accademia di Belle Arti di Firenze che la mia scuola di pittura ha potuto per così lunghi anni lavorare nel Mugello; la sua autorità ha dato prestigio ai nostri intenti...
È grazie ai comuni di San Piero e di Barberino se siamo stati capaci di organizzare a Bosco ai Frati e alla Manica Lunga di Cafaggiolo le nostre più belle mostre. Siamo partiti ormai tanti anni fa dalla piccola scuola di Tagliaferro, e siamo arrivati fino alla Pace University a New York: una bella soddisfazione!
Un grazie alla Comunità Montana che ha patrocinato il progetto Artefice in Mugello e ai comuni di San Piero, Barberino, Vaglia, Vicchio, Borgo S.Lorenzo e Scarperia. Si deve alla loro disponibilità se siamo riusciti, non senza difficoltà, a realizzare sei interventi per sei artisti: Sandro Palmieri, Simone Zaccagnini, Lorenzo Barbieri, Mattia Colombo, Luca Mauceri e Roberto Caruso. Il lavoro che hanno prodotto nella frequentazione di questa terra ha rilevato il loro talento, sono cresciuti e maturati, si sono scoperti artisti. Con la pittura hanno raffigurato così bene i luoghi e la gente del Mugello tanto da colmare i loro occhi di bellezza, restituendola ai nostri. Grazie! E spero bene che ve ne sia reso il merito.
Tutti questi ringraziamenti non avrei potuto farli se non avessi avuto la fortuna di conoscere Elisabetta Boni, alla quale va il merito più alto, quello che si deve a chi non appare mai, pur facendosi carico di un lavoro che mille uffici non avrebbero mai sbrigato. Quel lavoro, intendo, che paga per se stesso, che si fa per passione e che si lega per convinzione spontanea a un qualche periodo della propria vita.
Grazie anche a questa terra baciata dalla natura, che se ne sta lì nella sua apparenza, a dispetto della nostra esistenza, in ogni stagione, sempre uguale e diversa, dove secoli di lavoro dell’uomo l’hanno resa ancora più bella. Sparsi in ogni dove, i segni profondi della storia testimoniano la sua alta civiltà, dove persino il più umile tra gli antichi casolari emana una aristocratica dignità.
Grazie infine al mio desiderio, se mi precipito giù per la Bolognese per arrivare alla tabaccaia di Cavallina. Saranno tutti lì, ne sono certo, ormai per abitudine, intenti a far colazione. Sul tavolo ci saranno i soliti avanzi: la marmellata nel barattolo ammezzato, il caffé fumante, il sibilo allarmante della teiera, una ragazza che, assonnata, a tastoni, cerca di trovarsi sveglia assestandosi sulla sedia, i pomodori spaccati sul pane, con un po’ di sale e dell’olio, lo yogurt nel suo pratico contenitore che mi guarda indifferente... mi par d’essere un intruso.
- Buongiorno professore.
- Buongiorno - rispondo con un po’ d’imbarazzo.
- Lo prende un po’ di caffé caldo?
- Sì un po’, grazie.
Alle volte, tutto questo, è bellissimo.
Adriano Bimbi
Il Villaggio La Brocchi ha ospitato, il 15 luglio 2007, la presentazione dell’iniziativa d’arte contemporanea dal titolo Artefice in Mugello, promossa da sei Comuni del Mugello affiancati dalla Comunità Montana e dall’Accademia di Belle Arti di Firenze. Protagonisti dell’evento sei giovani artisti coordinati dal professor Adriano Bimbi. L’Associazione Progetto Accoglienza di Borgo San Lorenzo ha avuto il piacere di ospitare e contribuire alla realizzazione di questa presentazione.
Significativo il luogo scelto per inaugurare l’iniziativa. Il Villaggio La Brocchi, situato nel cuore del Mugello, di proprietà dell’Istituto degli Innocenti di Firenze e frutto di un progetto di rigenerazione organizzato con la sinergia dell’Istituto stesso, della Comunità Montana Mugello, del Comune di Borgo San Lorenzo, del Comune di Firenze, della Prefettura di Firenze, della Provincia e della Regione Toscana, è destinato all’accoglienza temporanea di famiglie immigrate con minori e a varie attività volte a favorire e promuovere l’integrazione, l’intercultura, la conoscenza, l’incontro fra persone diverse. Il Villaggio, oltre agli spazi per l’accoglienza, offre ambienti per l’organizzazione di attività a carattere culturale, formativo e ricreativo; presto verrà inaugurato un ristorante multietnico.
Il Villaggio racchiude al suo interno una villa che nel 1100 era una rocca, un fortilizio, una torre di avvistamento. Dall’alto della villa si ammira tutta la vallata nella sua bellezza ed ecco che, da lassù, si ha l’immagine completa del nostro territorio. E quale posto migliore, se non questo, per “dare il via”, con lo “sguardo” di sei giovani artisti promettenti, alla contaminazione di espressioni pittoriche diverse, che si ispirano al Mugello e alla sua storia?
All’Associazione Progetto Accoglienza, sono stati donati dall’artista Luca Mauceri, gli studi rappresentanti Villa Brocchi, per la realizzazione del logo originale della manifestazione.
L’augurio, data l’esperienza positiva, è di poter ospitare nuovamente l’avvio delle iniziative dei prossimi anni e di poter estendere l’accoglienza anche a tutti gli artisti che si vorranno proporre.
Luigi Andreini, Presidente Associazione Progetto Accoglienza Onlus
